Sul Sentiero dei Cristalli di Eva Saroglia

I cristalli ed io

La prima volta che comprai delle pietre fu poco prima del Natale 2001. Ero alla Rinascente di Torino, in uno di quei fantastici negozietti pieni di cose strane… in mezzo alla stanza c’era uno scaffale basso, di legno, circolare, ogni piano era diviso in tanti spazi, ognuno dei quali ospitava un tipo di minerale. Ricordo che ne comprai alcuni: tra cui la mia prima punta di ametista, a dire il vero era, è, una mezza punta, abbastanza rovinata e poco integra, un’agata viola e una rosa, entrambe burattate.

Tenni quei “sassolini” in giro per la stanza per qualche mese, poi capitai alla “Féra d’la Tola” di Chivasso, e trovai altri minerali: ricordo che acquistai un’ambra e altri pezzi. Poi un’altra fiera… e la collezione cresceva, lentamente, ma inesorabilmente. Un giorno mi chiesi cosa me ne potevo fare di quei “sassi colorati”, visto che ormai li avevo con me, il minimo era imparare ad usarli.
Non trovai nulla che mi ispirasse… cercai tra siti e libri ma non mi ritenni soddisfatta. Poi un giorno, di ritorno dal lavoro, mi diressi in libreria, avevo in testa l’idea che avrei trovato un bel libro serio sulla cristalloterapia, un libro che mi avrebbe detto esattamente tutto quello che mi serviva sapere in quel momento. E così fu: comprai “L’arte di curare con le pietre” di Michael Gienger. Il libro era serio, ben strutturato e pieno di notizie interessanti. Quelle pagine però stonavano con me per un aspetto: dedicavano al metodo intuitivo poche pagine, con parole troppo analitiche e schematiche. Dovetti per forza cavarmela da me… presi una pietra in mano, la guardai attentamente e poi chiusi gli occhi. Mi ci volle un po’… ma poi successe qualcosa. Il sentiero dei cristalli per me cominciò così… con un libro, qualche cristallo e tanta curiosità. Dopo qualche tempo, nel febbraio 2002, mi iscrissi al mio primo corso di cristalloterapia, da Angelo Balladori. Lui aveva un approccio che mi piacque subito, purtroppo il corso fu di un solo week end. Troppo poco per la mia curiosità. Nel 2003, dopo aver fatto un intenso lavoro con i cristalli e studiato altrettanto, scoprii l’Accademia di Cristalloterapia e così incontrai la mia maestra prima, e il mio maestro poi. 10 giorni praticamente isolati dal mondo, in un bellissimo posto, con persone interessanti e una valanga di cristalli.

Quell’esperienza fu intensa e fondamentale. Cambiò di me tante cose, non solo a livello di conoscenza. Tre anni dopo frequentai il secondo livello del corso: 150 ore di intenso viaggio “cristalloso”. I corsi dell’Accademia erano dedicati a chi voleva diventare cristalloterapeuta, erano corsi professionali. Da allora ho continuato studi e pratica di cristalli e cristalloterapia… arricchendo e a volte cambiando le prospettive, di quello che è la mia “cristallosità” :o) Ad oggi, sono passati diversi anni e mi ritengo soddisfatta di quel che ho potuto imparare e vivere, delle persone e dei cristalli con cui ho condiviso tante esperienze. Ma il bello è che tutto questo non è finito: a volte sembra che il sentiero sia giunto al termine o che non si possa proseguire, ma invece non è così. C’è sempre una nuova salita o una nuova discesa, una radura, un ruscello o un animaletto che movimentano l’esperienza del Sentiero. Oppure un nuovo blog da scrivere. Nuove conferenze e corsi da programmare… tutti strumenti di condivisione ma che soprattutto permettono di imparare cose nuove e approfondire ciò che si sa già…