Sul Sentiero dei Cristalli di Eva Saroglia

Come si fa “cristallopratica”

Una fantastica punta di quarzo ialino

Una volta si chiamava “cristalloterapia, ma non essendo riconosciuta dallo Stato Italiano e ricadendo nelle professioni non regolamentate da ordini e colleghi, molti hanno trasformato il termine e usano ora “cristallopratica”: l’etichetta è cambiata per regole imposte da altri, ma la sostanza non cambia.

Facciamo prima di tutto il punto: cosè la cristallopratica?

E’ una pratica/un metodo olistico che utlizza i cristalli e alcuni minerali.

A cosa serve e cosa fa?

Essendo una pratica olistica, la cristallopratica tocca tutte le sfere dell’essere: dal corpo allo spirito, passando per la mente, le emozioni, i sentimenti, l’anima. Può portare benefici su qualsiasi problematica, fisica e non fisica. Molto dipende da come si fa cristallopratica, da come si usano i cristalli e da tante variabili, come per qualunque altra componente olistico-alternativa.

Se scelgo male un fiore di Bach, non farà granchè, così come se scelgo il rimedio omeopatico “a caso” solo per i sintomi che presento, probabilmente non risolverà il problema: è la stessa cosa per i cristalli. 

Se scelgo un’ametista per dormire meglio, perchè lo leggo su un libro o su un sito, non è detto che faccia al caso mio. 

I cristalli vengono usati per portare equilibrio energetico su aura, chakra, meridiani, ecc. e per fornire informazioni (sempre energetiche) al nostro sistema al fine di modificarne il funzionamento. Facciamo un’esempio: se sono raffreddata, sceglierò uno o più cristalli che vadano a lavorare sul mio raffreddore e quindi, a livello energetico, a portare equilibrio su quei sistemi che sono fuori fase; per esempio, potrei utilizzare un calcedonio azzurro per drenare il muco e abbassare la temperatura, una labradorite per tranquillizzarmi e un quarzo ialino per potenziare le difese immunitarie.

Come si fa “cristallopratica”?

I cristalli si possono utilizzare in tantissimi modi, sia autonomamente a casa che con la consulenza di un professionista (cristallopraticante? una volta si chiamava cristalloterapeuta…). Di seguito un breve elenco dei metodi che si possono utilizzare:

  • indossarli (gioielli) o portarli con sè (per esempio in tasca)
  • fare delle “cristallate”, ovvero appoggiare i cristalli sul corpo e lasciare che facciano la loro azione
  • preparare acque informatizzate/vibrazionali di cristalli (a me piace il termine “pozioni”, dal latino potio, potionis, medicina o bevanda)
  • preparare delle griglie e dei mandala di cristalli
  • posizionarli negli ambienti
  • tenerli sul comodino (trattamento notturno)
  • trattamenti energetici altamente specializzati

 

Se vuoi saperne di più, puoi frequentare un corso, sia per uso personale che per uso professionale.

Oppure, se vuoi provare un trattamento completo con i cristalli

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